Il 25 aprile è nata una puttana e gli hanno messo nome re...

Al suk della politica italiana

 

Mercoledì, 22 novembre, mi sono goduta la trasmissione televisiva "Porta a Porta", condotta da Bruno Vespa. Cossiga ha scritto, di recente un libro, e tutti i "grandi" del momento a commentare e a scambiarsi complimenti: Andreotti, Berlusconi, Cossiga e D’Alema.

Una futile trasmissione del regime, se non fosse per un quesito posto da D’Alema: "dei centristi, che vogliano essere coerenti con le proprie idee, non possono e non debbono allearsi con la estrema destra". E citava, D’Alema, come "centristi cattivi" i popolari austriaci che, aprendo a destra, avevano vinto le elezioni; mentre collocava tra i "centristi buoni" Chirac che, rifiutando alleanze a destra, aveva perso le elezioni. Il leader maximo è troppo arrogante (o troppo "marx-leninista"?) per accorgersi del lato comico della proposta che, in estrema sintesi suona così: se perdete le elezioni, siete dei "buoni centristi"; ma, se vincete le elezioni, siete dei "cattivi centristi".

Gli ha risposto Andreotti che, da politico navigato com’è, ha articolato la risposta: è da escludere che in un sistema elettorale rappresentativo noi "centristi" si vada a fare delle alleanze con la "estrema destra"; ma, in un sistema elettorale maggioritario, nel quale pochi voti possono fare la differenza, non è possibile escludere alleanze a destra. Salvo il caso che, escludendo il "centrodestra" alleanze con la "estrema destra", anche il "centrosinistra" escluda alleanze con la "sinistra estrema". Ecco: a me pare che non si potesse dire meglio.

Eppure recentemente Berlusconi, leader del centrodestra, ricevuto a Parigi dal Presidente Chirac, ha dichiarato che "esclude alleanze con la estrema destra di Rauti". E non mi pare che da sinistra gli sia venuto analogo impegno nei confronti di "rifondazione comunista". Segno evidente che Berlusconi, lo "uomo nuovo" della politica, è più succube dei comunisti di quanto lo sia Andreotti, politico di lunghissimo corso.

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Niente di nuovo sotto il sole. E’ dal 1945 che i "fascisti" vengono esclusi. A riprova di quanto sia lungo questo tormentato dopoguerra. I "partigiani", conquistato il territorio, si impadronirono della "res publica" e non la mollarono più. E, mentre scrivo, malgrado siano passati più di cinquantacinque anni dalla fine del conflitto, è tuttora vigente il "patto partigiano ad escludendum i fascisti" dalla vita pubblica.

E’ passato il lungo periodo di governi democristiani, è passato il centrosinistra, è passato il craxismo, abbiamo avuto il ciclone "tangentopoli" sulla politica; dal "proporzionale" siamo passati al "maggioritario"; siamo entrati in Europa. Eppure, malgrado tutti questi cambiamenti e rivolgimenti, il "partigianesimo" come mito fondante di questa "repubblica nata dalla resistenza" è rimasto intatto.

Motivi interni di pigrizia mentale, ma anche motivi esterni che pesano maledettamente. Non si dimentichi lo "art. 16" del Trattato di Pace imposto dagli Alleati all’Italia sconfitta: "L’Italia si impegna a non perseguire quegli Italiani che, durante la guerra, si adoperarono per la vittoria degli Alleati". Sono passati più di cinquantenni da quello sciagurato Trattato, ma esso è ancora in vigore. Compreso il famigerato art. 16. E i partiti, tutti i partiti, lungi dal chiederne l’abolizione, sono lì a prestargli omaggio. A riprova di questo mio assunto il fatto che, avendo recentemente il Parlamento italiano votato un "Ordine del Tricolore", ha escluso dal beneficio i …… combattenti della Repubblica Sociale Italiana. E Fini (e Alleanza Nazionale) ha votato a favore. A riprova i continui predicozzi che personaggi, solitamente intelligenti e probi, rivolgono, ad ogni occasione, sulle varie e variegate virtù di Madonna Resistenza. Affannoso tentativo di abbellire con "parole" la pochezza dei "fatti".

 

Fini, che queste cose sapeva, ha indetto un Congresso in quel di Fiuggi, ha pubblicamente ripudiato il fascismo, si è dichiarato antifascista e sta cercando in tutti i modi di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme per farsi perdonare i trascorsi di "pupillo di Almirante". Rauti, a Fiuggi, ha rotto; ha fondato un nuovo partito e sembrava volesse richiamare attorno a se "chi voleva continuare gli ideali e i sogni dei giovani della RSI". Oggi non capisco più cosa voglia Rauti, ma probabilmente è colpa mia che, invecchiando, sto diventando cretino.

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E noi tutti siamo fermi lì: delusi da Fini, dubbiosi su Rauti. E sparpagliati in ottocento minigruppi che cercano un "minimo comun denominatore".

Nel frattempo le elezioni nazionali si avvicinano e quei quattro galantuomini che dirigono il "centrodestra" hanno un problema da risolvere: ottenere il voto di quei due/tre milioni di Italiani che si dichiarano "fascisti", senza passare attraverso alleanze coi leaders dei movimenti di "estrema destra" (Rauti, Tilgher, Fiore, Morsello ecc.). In una parola: ottenere i voti dei fascisti, restando a pieno titolo tra quei partiti antifascisti che aderiscono alla "convenzione partigiana volta ad escludere i fascisti dalla vita pubblica".

La soluzione del dilemma crede (e spera) di averla trovata Storace. A dire il vero la proposta parte dai deputati regionali del Lazio del Polo della Libertà, Storace ne è solo il destinatario. Ma, una volta recepita la proposta, Storace se ne è fatto strenuo paladino. Ad un punto tale da mettersi in polemica un po’ con tutti, ottenendosi delle vibrate proteste da tutti gli "antifascisti in servizio permanente effettivo". La proposta è semplice: visto e considerato che i libri di testo, su cui studiano i nostri ragazzi, sono "faziosi", si proceda alla costituzione di una commissione che vigili ed espurghi…. Apriti cielo! Da parte di tante verginelle dell’antifascismo si grida al "rigurgito" e al "fascismo che ritorna".

Già: perché se è vero che a "destra" hanno tante cose da farsi perdonare; la "sinistra" mica scherza. Chiedete, da quelle parti, che fine hanno fatto le "istanze sociali", vi risponderanno con dei "bla, bla, bla". Pertanto i toni si alzano nel comico/melodrammatico visto che, se a destra si ritiene utile a scopi meramente elettorali sfoggiare un cliché da "vecchio fascismo demodé", a sinistra torna tanto utile una "sana battaglia antifascista" che metta a tacere le tante delusioni della povera gente che non riesce a vedere la differenza tra un governo liberale gestito dalla destra oppure dalla sinistra.

Questi i fatti. Sui quali io avanzo fortissime riserve. I libri di testo che si studiano nelle scuole sono faziosi? E non è forse "fazioso" il parlamento italiano che, dopo cinquantadue anni dalla promulgazione, non provvede ad abrogare la XIIa norma transitoria della Costituzione, quella che recita che "è proibita la ricostituzione.."? Trattandosi di "norma transitoria" quanto tempo deve durare in vigore? E non è forse faziosa la Legge Scelba nel quale si contempla il "reato di opinione"? Non è forse faziosa la Legge Mancino che contempla anch’essa il "reato di opinione"? Ecco: su queste cose che fa Storace? Che fa Fini? Che fanno i parlamentari di Alleanza Nazionale? Mangiano ed acconsentono?

Ancora: è un fatto che la vita politica nazionale, in tutti i suoi aspetti, sia gestita all’insegna di una partigianeria becera e faziosa. Al punto tale che Berlusconi, per restare nel giuoco dell’antifascismo militante, "esclude qualsiasi alleanza con l’estrema destra di Rauti". Che fa Storace? Che fa Fini? Che fanno i parlamentari di Alleanza Nazionale? Mangiano ed acconsentono?

Ancora: recentemente è passata la legge che istituisce lo "Ordine del tricolore". Dai benefici di detta legge vengono esclusi i "combattenti della RSI". La legge è passata coi voti di Fini e dei suoi. Segno evidente che Storace, Fini e i parlamentari di Alleanza Nazionale nella greppia dell’antifascismo ci mangiano. E ci mangiano bene. Se accettano che, dopo cinquantacinque anni dalla fine della guerra i "combattenti della RSI" (che nel MSI venivano definiti "i combattenti dell’Onore") vengano una seconda volta epurarti.

Conclusione? La smettano Storace, Fini e i parlamentari di Alleanza Nazionale di ergersi a paladini del nulla. Abbiano almeno la grazia, su certe cose, di sorvolare. Quando intervengono, oltretutto la fanno anche male. Ve lo immaginate? Dopo cinquantacinque anni che i fascisti vengono epurati e perseguitati, un bel giorno si alza un bel tomo che propone la…. censura contro i faziosi. Finisce dunque che oltre che epurati e perseguitati, noi si venga anche additati alla opinione pubblica come quelli che vorrebbero istaurare la censura. Che bel risultato! Tanto: Storace, Fini e i parlamentari di Alleanza Nazionale stanno di là (con gli antifascisti), siamo noi che restiamo di qua.

Soli ed indifesi. Ma con tanta voglia di gridargli sul muso: "pussa via, sporco badogliano e antifascista di complemento".

 

Antonino amato

26 novembre 2000

 

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