I razzisti dell'antirazzismo
La Camera dei deputati approva ad unanimità la legge, presentata da tutti i partiti, per istituire, per il 27 gennaio, la commemorazione della Shoah.
E qualsiasi commento mio guasterebbe. Probabilmente non avrei messo becco se non fosse per un ridicolo commento del diessino Colombo apparso su "la Repubblica" (29 marzo 2000, pag. 17). Comico quel riferimento a quei 351 su 351 deputati del 1938 che votarono, applaudendo ad unanimità, le leggi razziali. Vogliamo dire che erano delle "scimmie ammaestrate"? Diciamolo pure. Vogliamo dire che, pur di mantenere lo scranno parlamentare, erano disposti a "belare come tante pecore"? Diciamolo pure. Mussolini avrà avuto torto su mille cose. Ma la indovinò quando, parlando di quella camera usa a votare ad unanimità, parlò di "aula sorda e grigia". Ridiamo dunque di quel parlamento che, nel 1938, votò ad unanimità le leggi razziali. E ringraziamo il destino di averci dato la ventura di vivere nella "democrazia antifascista nata dalla resistenza", dove i nostri parlamentari, come antichi romani, discutono liberamente ed animatamente in piena libertà di scienza e di coscienza.
Scritto questo, e lodato il carattere tutto italico di stare compatti dalla parte di chi vince, resta il problema. Io aborro qualsiasi violenza commessa da gente armata su civili inermi. E prendo atto, con tristezza, che la storia è piena zeppa di misfatti di "gente armata" e "tecnologicamente attrezzata" contro gli inermi e gli indifesi. Sottoscriverei, dunque, qualsiasi idea il cui scopo fosse quello di invitare tutti quanti a riflettere sull'istinto belluino che alberga nel sottofondo dell'animo umano. E mi assocerei al ricordo di tutte le vittime di tutte le violenze.
Giudico cretinamente immondo il fatto che qualcuno vorrebbe indurmi a pensare che, in questo mondo cane, gli unici cattivi siano i "nazisti" e le uniche vittime gli "ebrei". Detta così a me pare una ipotesi cretina. Oppure una tesi interessata che vorrebbero imporci a viva forza. Non pare anche a voi?
Antonino Amato
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