ALCUNE RIFLESSIONI PER UN DIBATTITO COSTRUTTIVO
Penso che continuare a polemizzare o peggio ad offenderci non serva proprio a nulla e a nessuno, se non al regime e ai suoi servi. Alcuni mesi fa abbiamo iniziato un dibattito attraverso Tabularasa e lanciato la proposta di unificare le forze della nostra area, pur nel rispetto dellautonomia di ciascun gruppo o associazione, al fine di riuscire ad ottenere maggiori e più concreti risultati politici. Personalmente ho proposto lidea di una Federazione dei Movimenti Antagonisti allo scopo di portare avanti quelle battaglie nelle quali ci riconosciamo un po tutti. Purtroppo tale progetto è fallito a causa della diffidenza, degli egoismi e della miopia politica. Del resto non poteva essere diversamente visto che nel nostro mondo prevale un individualismo esasperato, per cui è molto più facile dividere che unire tanto che nellambiente si usa spesso affermare che "noi siamo quelli del partito da uno", nel senso che quando già si è in due si tende a litigare su chi deve prevalere e comandare. Insomma, il nostro è un mondo, piccino, composto da tanti ducetti del nulla i quali, nella maggior parte dei casi, rappresentano solo se stessi. E pensare che ci si riempie sempre la bocca con la parola fascismo. Il FASCIO era il simbolo di UNIONE, tanto che SFASCIARE significa rompere, disunire, disperdere. Altra difficoltà è dovuta al fatto che di là dei personalismi esistono poi anche problemi caratteriali i quali, a volte, possono sfociare in vere e proprie psico-patologie. Molti hanno infatti posizioni deliranti, di superiorità della razza o di razzismo genetico, qualcuno poi si sente addirittura un iniziato o peggio un unto dal Signore incarnatosi per salvare il mondo. Tutti questi soggetti, che purtroppo popolano il nostro mondo, hanno sicuramente dei seri problemi ideativi ed affettivi (vedi naziskin) se non addirittura di tipo psicotico. Ovviamente, quando ho lanciato lidea della Federazione dei Movimenti Antagonisti non ho certo pensato di coinvolgere tali soggetti deliranti ma quanti, animati da sani ideali e buona fede, potevano essere interessati, con senso di responsabilità ed intelligenza, al raggiungimento di determinati obiettivi politici. In seguito mi sono inoltre reso conto che esisteva anche un altro grosso impedimento al progetto iniziale: una confusione di dimensioni inopinabili. Infatti non si riesce a capire cosa vogliamo realmente. Pertanto, prima di tutto ed una volta per tutte, cerchiamo di capirlo. Sentendo un po in giro e leggendo qua e là penso che tre sono le strade più battute: fare testimonianza, fare politica per il potere, fare politica per raggiungere alcuni obiettivi. Ma andiamo per ordine ed analizziamo le tre diverse ipotesi. LA TESTIMONIANZA. Quella della testimonianza ritengo sia la strada più deleteria ed inutile. Mi sento male quando vedo dei poveracci che, con lo sguardo rivolto al passato, si mascherano da spazzacamini o da becchini, organizzano pellegrinaggi o messe da morto oppure cene, per festeggiare qualche ricorrenza, che poi finiscono tra saluti romani, cantate stonate e qualche litro di vino. Tutto ciò, oltre che folcloristico e anacronistico, è ridicolo e patetico. E poi, cosa cè da ricordare con tanta enfasi e nostalgia? Personalmente, pur amando la figura del Mussolini rivoluzionario, socialista e quasi anarchico, pur essendo fortemente attratto dal movimento "sansepolcrista", mi sento molto lontano da un regime che, pur di sopravvivere, ha regalato il potere alla peggiore borghesia soffocando così la vera rivoluzione fascista. Inoltre teniamo anche conto che il mondo è cambiato, quindi cerchiamo di guardare avanti e di risolvere i problemi attuali, certamente facendo riferimento a quei valori della tradizione dello spirito che sono atavici e universali. Del resto la grande forza del primo fascismo è stata quella di rappresentare la novità, una novità rivoluzionaria ma certamente adeguata e giusta per quel determinato momento storico. Inoltre due parole anche su quei gruppi chiusi di stampo evoliano che, vivendo nel loro piccolo mondo fantastico e settario, risolvono tutto con qualche solstizio dinverno. Magari ciò può essere un bel gioco ma certamente non è così che si fa politica. Come non fanno certo politica quelle giovani teste di cazzo che, sventolando le celtiche allo stadio, osannano i più grandi "eroi" del consumismo. FARE POLITICA PER IL POTERE. Una scelta di opportunismo è stata compiuta da altri, a Fiuggi. Da quanti hanno preso atto che valori ed idee sono solo cazzate, da quanti hanno ritenuto che è molto meglio un posto di potere o di sottopotere, da quanti hanno rifondato Democrazia Nazionale nella speranza di prendere il posto della Democrazia Cristiana. Per quanto ci riguarda, se siamo qui significa che abbiamo scelto unaltra strada, certamente più difficile e meno gratificante ma indubbiamente più coerente e meno triste e monotona. Comunque, anche nellarea antagonista o nazional-popolare che dir si voglia, cè sempre qualcuno che sogna di "tornare" al potere, con le nostre idee. A parte che siamo quattro gatti, per di più in lotta luno contro laltro, non vedo personalità prestigiose, competenti e qualificate ma purtroppo qualche povero diavolo e tanti mitomani che nel nome di Dio speriamo non vadano mai al potere. Eppoi prendiamo atto anche di unaltra cosa fondamentale che non è certo da sottovalutare: come ben hanno dimostrato i fiuggiaschi anini di via dellassunta... nel momento in cui ci si avvicina al potere si rinnega tutto e tutti, anche la propria madre. FARE POLITICA PER RAGGIUNGERE DEGLI OBIETTIVI. A modesto parere del sottoscritto è questa lunica strada che si dovrebbe percorrere per ottenere qualche buon risultato politico. Come? Con pochi ma importanti obiettivi che dovrebbero caratterizzare la nostra lotta, evitando perciò inutili e complessi programmi per un fantomatico quanto impossibile governo. Ma non solo, e qui molti inorridiranno, se fosse per me brucerei tutti i simboli del passato che ritengo inutili e dannosi. Poi ripartirei dallanno zero. In un recente scritto su Tabularasa mi sono chiesto come mai non sia mai stato possibile realizzare un manifesto programmatico, di pochi punti, grazie al quale caratterizzarci e poterci presentare allesterno. Purtroppo ci siamo chiusi in noi stessi, in quello che una volta ho definito "il mondo dei puffi", senza mai tentare di rivolgerci alla gente cercando di rappresentarne le esigenze. Ultimamente un autorevole istituto di ricerca ha svolto un sondaggio dal quale è risultato che per la maggioranza degli italiani le priorità sono le seguenti: lavoro, sanità, sicurezza e immigrazione. Inoltre è anche risultato che oltre il sessanta per cento degli italiani non si sentono più rappresentati e tutelati dalle forze politiche, dai sindacati e dalle associazioni di categoria. A questo punto, mi chiedo e vi chiedo, è poi così difficile rappresentare la maggioranza degli italiani quando, tra laltro, i problemi segnalati sono anche i nostri problemi e soprattutto sono tra quelli più dibattuti allinterno della nostra area? Ed ancora, non sarebbe meglio, anziché continuare a costituire gruppetti che rappresentano il nulla, iniziare a preparare uno stramaledetto manifesto politico e programmatico nel quale, oltre a riconoscerci tutti quanti noi per primi, potrebbero benissimo riconoscersi la maggior parte degli italiani al di là della destra e della sinistra? Pertanto, sperando di non avervi annoiati, vi propongo alcuni obiettivi che ritengo andrebbero poi sintetizzati in questo nostro manifesto. TUTELA DELLE RADICI. In molti affermano che le nazioni sono superate. Benissimo, anche noi siamo daccordo. Infatti dobbiamo rivalutare le regioni e batterci per una Europa delle piccole patrie per tutelare radici, storia, cultura, tradizioni, artigianato e cucina locale. Tutto ciò in alternativa ad una Europa mondializzata e multirazziale governata da banchieri e multinazionali. E soprattutto per costruire una Europa dove la politica (quella con la P maiuscola) torni ad avere priorità sulleconomia. LAVORO. Parlare oggi di proletariato è anacronistico. Parlare oggi di nuove povertà è invece sempre più attuale. Forse non tutti si sono resi conto che se sommiamo pensionati, disoccupati, inoccupati, cassintegrati, impiegati e operai raggiungiamo una percentuale considerevole di italiani, la maggior parte dei quali hanno sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese. Al tempo stesso, però, abbiamo un governo di sinistra che, grazie alla complicità del sindacato, sta tagliando i servizi e tartassando i cittadini più deboli. Un governo liberista al servizio dei poteri forti: confindustria, massonerie, banche e centri finanziari. Un governo che, tra laltro, ha contribuito a dare il colpo di grazia allartigianato e al commercio tradizionale che erano veri e propri punti di forza delleconomia italiana. Oggi, chi rappresenta e tutela i diritti dei più deboli, che poi sono la maggioranza degli italiani? Nessuno! QUALITA DELLA VITA. Questa società del "benessere" e del consumismo sta distruggendo lambiente in cui viviamo e ci sta avvelenando giorno per giorno con i suoi prodotti pieni di conservanti e pesticidi, sempre più artificiali e manipolati geneticamente. Ma ci stanno anche manipolando nella mente, rincoglionendo e sempre più controllando attraverso le nuove tecnologie. Corriamo da tutte le parti come topi impazziti, siamo sempre più stressati, nevrotici, alienati, insoddisfatti e infelici anche perché non abbiamo più tempo per stare con noi stessi, momenti per meditare e riscoprire le cose belle e importanti della vita. Pertanto dobbiamo lottare per migliorare la qualità della vita, magari sostenendo quelle associazioni di consumatori che spesso conducono battaglie coraggiose. Ma soprattutto dobbiamo batterci per affermare un concetto basilare, e ciò che lessere umano è centrale e sacro e non può essere considerato solo come strumento di produzione e consumo. Infine, qualità della vita significa anche sicurezza. Non dimentichiamoci che, mediamente, ogni giorno in Italia muoiono tre persone per incidenti sul lavoro. VALORI. Collegandomi a quanto detto pocanzi, è necessario far riferimento ai valori della vita oltre una concezione materialista, positivista e scientista. Dunque, pur nel rispetto della libertà individuale di coscienza, lottiamo per i valori della vita contro ogni forma di droga e contro laborto. E lottiamo per il ritorno ai valori spirituali, ovviamente al di là del moralismo delle religioni che sono ambigue quanto pericolose sovrastrutture di potere. STATO SOCIALE. Nel rincorrere il modello liberista la classe politica italiana, sposando le logiche del privatismo, poco alla volta ha smantellato lo stato sociale e distrutto quei pochi servizi che, anche se male, ancora funzionavano. In pratica oggi si tende a tutelare il più forte e il più ricco a svantaggio dei cittadini più deboli e poveri. E stato Reagan, un tempo tanto criticato da una sinistra che oggi applica alla lettera la sua politica, che ha lanciato lo slogan: "dare più soldi ai ricchi in modo che anche i poveri possono stare meglio". In realtà questa politica ha portato più ricchezza a quei pochi che già ricchi lo erano già ma anche tanta nuova povertà ed emarginazione per quanti non sono riusciti a vincere la spietata sfida della competizione. Pertanto dobbiamo batterci per ricostruire lo stato sociale e soprattutto per riottenere tutti quei diritti, conquistati in oltre un secolo, che ci sono stati tolti nel nome della concertazione da una sinistra liberista e totalmente asservita ai poteri forti. ORDINE E SICUREZZA. Oggi non esiste più alcuna località dove si può vivere tranquilli. La criminalità ha raggiunto anche le zone dItalia che fino a pochi anni fa erano considerate delle vere e proprie isole felici. Questo è stato possibile a seguito di una politica tollerante e buonista che ha trasformato la nostra nazione nel paese dei balocchi per criminali e delinquenti che, vista la situazione a loro favorevole, sono giunti in massa un po da tutto il mondo. Dobbiamo batterci con forza per chiedere la certezza della pena. Non è possibile che i criminali non vanno mai in galera e, quando ci vanno, se ne escono dopo pochi giorni. Inoltre non dimentichiamoci che il nostro è il paese dei traffici illeciti: droga, prostituzione, rifiuti tossici ed armi che vengono esportate in mezzo mondo. Un giro daffari per decine e forse per centinaia di migliaia di miliardi. Chi cè dietro, quali coperture ci sono? IMMIGRAZIONE. Per prima cosa non dobbiamo correre il rischio di cadere nella trappola del regime mondialista. Nessuno mi toglie dalla mente che certi movimenti, cosiddetti xenofobi, siano organizzati e finanziati proprio da quanti (massonerie e capitalismo) auspicano una società multirazziale dove siano facilitati i commerci e gli interessi per le multinazionali. Infatti, se ci pensate bene, un atteggiamento di intolleranza fa scattare, soprattutto tra gli italiani che sono dei sentimentali, la comprensione e la solidarietà nei confronti dello straniero debole e indifeso. Pertanto, con intelligenza, dovremmo batterci per: · far entrare quegli stranieri che siano strettamente necessari e richiesti, i quali dovrebbero essere prima selezionati al fine di evitare che nel nostro paese entrino soggetti pericolosi o comunque sospetti; · comunque scegliere extracomunitari di più etnie per evitare che alcuni popoli entrino in massa e poi diffondano la loro cultura e tradizione; · se questi stranieri vogliono venire in Italia per lavorare devono comunque adeguarsi ai nostri usi e costumi; · si dovranno rimpatriare immediatamente tutti i clandestini, abolendo tutte quelle leggi che tendono a regolarizzarli; · dare la cittadinanza italiana almeno dopo cinque anni che un extracomunitario, in Italia per motivi di lavoro o di studio, abbia dimostrato buona condotta; in caso contrario chi ha commesso reati dovrà essere espulso immediatamente; · far comprendere che il nostro non è un atteggiamento di paura dello straniero o di chiusura verso il "diverso" anche perché linterscambio di culture e tradizioni è sempre positivo, bensì di tutela delle nostre radici che non possono essere cancellate con un colpo di spugna · affermare che i popoli del terzo e quarto mondo sono stati depredati ed affamati proprio da quelle multinazionali che ora li spinge ad emigrare; pertanto ritengo sacrosanta la battaglia per annullare il debito estero dei paesi poveri, pretendendo che inizino a farlo proprio quegli stati coloniali ove hanno sede le principali multinazionali; · giusta è anche la battaglia di aiutare i popoli sottosviluppati nei loro paesi dorigine, tantè che potrebbe essere anche una buona idea quella di passare dal gemellaggio alladozione comunale per la realizzazione di opere pubbliche, ospedali, scuole, industrie. Tra laltro questo può essere un modo per controllare meglio le opere realizzate e, al tempo stesso, togliere potere a quelle organizzazioni ambigue che spesso e volentieri si fregano tutti gli aiuti. Quando, abbandonate le sigle vuote ed i simboli obsoleti, riusciremo a ritrovarci intorno a questi obiettivi per risolvere le problematiche che più interessano al popolo italiano, avremmo già ottenuto un grande successo. Infatti, come hanno dimostrato prima i radicali, poi i verdi ed infine la lega, quando un movimento che incarna particolari tematiche ottiene attenzione da buona parte dellelettorato di conseguenza anche le altre forze politiche e culturali del paese si adeguano per non perdere consenso. A quel punto, ma solo a quel punto, potremmo affermare di aver vinto. Riflettiamoci sopra. E soprattutto riflettiamo anche sul fatto che fino ad oggi abbiamo perso solo tempo facendoci sfuggire tante buone occasioni. Idee ed obiettivi politici. Questo, almeno per me, è ciò che conta. Delle sigle, dei colori, dei simboli e soprattutto dei destini dei politici me ne frego altamente.
UNIAMOCI PER COMBATTERE QUESTA CIVILTA DEL MALE IMPOSTA AI POPOLI DA MULTINAZIONALI, CAPITALISMO, CENTRI BANCARI E MASSONERIE CON LA COMPLICITA DELLA SINISTRA INTERNAZIONALE CHE VOGLIONO LA DISTRUZIONE DELL'ESSERE UMANO NEL NOME DEL PROFITTO. STOP ABORTO, STOP DROGA, STOP CRIMINALITA', STOP IMMIGRAZIONE.
LULTIMA POSSIBILITA
Abbiamo un anno di tempo per attrezzarci ed unirci tutti quanti, magari in una Federazione antagonista. Lultima possibilità ritengo sia quella di presentarci alle prossime elezioni politiche sotto un simbolo unico. In alternativa ai due poli liberisti. Contro la sinistra mondialista e serva dei poteri forti. E contro il polo liberista costituito da faccendieri ed affaristi, riciclati ed opportunisti. Quel polo con il quale abbiamo cercato un dialogo ma che poi ci ha tirato un bidone. Bene, la pagheranno cara.Unire tutte le forze per scatenare, nella primavera del 2001, una dura e capillare offensiva contro il "palazzo della malavita legalizzata". Per il diritto al lavoro, per la sicurezza, per tutelare storia, cultura, radici e tradizioni, per il primato della politica sulleconomia, per sconfiggere massoni e tecnocrati, per fermare il nuovo ordine mondiale che vuole imporci una società dove lessere umano è soltanto uno schiavo, uno strumento di produzione e consumo, al quale viene fatto credere che sarà libero solo quando potrà drogarsi in santa pace.
RasputinPer chi volesse scrivere all'autore: tony61k@hotmail.com
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