di Maurizio Ovvero di come il Fronte Nazionale abbia ottenuto quasi il 20%
dei consensi alle elezioni presidenziali scansando addirittura il Partito
Socialista Le Pen fa paura, fa schifo, è la peste, peggio della peste,
lo si ignora, poi fa ridere, é un pagliaccio... infine VINCE! L’ultimo atto
della tragedia politica francese si conclude con un suicidio collettivo, nel
pieno rispetto della migliore tradizione greca. Jospin si dimette, Le Pen si fa largo ma non viene eletto,
Chirac confermato alla presidenza nel ridicolo della farsa generale ed i
francesi si ritrovano con un Presidente che non avrebbero mai voluto, sapendo
perfettamente che si è candidato solamente per ottenere l’immunità che gli
permette di sfuggire ai magistrati che vorrebbero arrestarlo per corruzione. La vittoria del Fronte Nazionale va analizzata in profondità
e ridimensionata. Primo punto fondamentale: non é Le Pen che conquista una
parte dell’elettorato, ma gli elettori di destra e di sinistra che delusi
dall’appiattimento politico dei loro rappresentanti, non riscontrando differenze
tra i due schieramenti decidono di non andare a votare – sarebbe inutile -
determinando inevitabilmente un effetto a mongolfiera sulla percentuale del FN
che lievita vertiginosamente. Difficili le dinamiche elettorali, ancor di più la conta
degli elettori se si astengono ed alle volte persino la matematica imbroglia. Secondo punto importante: non é la sinistra che si sgretola
tra i tanti candidati disperdendo le proprie forze, ma l’identità stessa della
sinistra che è messa in discussione, non bastano belle parole e ci si annacqua
di liberalismo. Risultato perde sostenitori che, orfani o delusi, decidono di
lasciarla sprofondare. Magra consolazione l’onore delle armi a Jospin che si
dimette. Terzo ed ultimo punto: il FN tiene duro. Quasi invariati i
consensi se confrontati con le elezioni precedenti, ma quel piccolo aumento in
percentuale gli permette di passare al secondo turno. Un gran successo.
Analizzati in rapporto al disastro generale degli avversari, i voti di Le Pen
annunciano un trionfo del FN di proporzioni tali da far rizzare i capelli delle
teste benpensanti. La Francia trema, il mondo trattiene il fiato, per un momento
si pensa al peggio, poi, colpo di scena preannunciato, tutto rientra nella
normalità. Ebbene, quel lieve sussulto cha ha avuto la Francia si chiama
D E M O C R A Z I A Ne è l’essenza stessa. E’ un chiaro segnale degli elettori
per il cambiamento. Che purtroppo Chirac e compagni non hanno saputo intendere,
troppo presi come sono dalla gestione dei loro affari e del potere, essendo le
due cose indissolubilmente legate. Perché Le Pen non vince? Di fatto i programmi del FN sono posticci, ridicoli,
inconsistenti, irrealizzabili quasi deliranti. Ma nascondono un fondo di verità
sul quale il signor Le Pen, Gran Re della comunicazione, sa ben giocare. Fa
presa sulle masse quel tono sarcastico e pomposo, il disprezzo con cui tratta i
giornalisti e il potere, stuzzica gli appetiti forcaioli del popolo. Si direbbe
demagogia. Tuttavia Jean-Marie non è un genio (come Chirac o Jospin), si
limita a seguire le mode. Far affiorare dall’inconscio dei francesi le loro angoscie
più oscure e sbattergliele in faccia, tutta qui la sua onestà intellettuale. Parla di come gestire l’immigrazione, del connesso problema
della sicurezza, della corruzione della classe politica, e delle antipatiche
imposizioni che vengono dall’alto della Commissione europea. Il discorso è semplice, di disarmante banalità. Ecco
individuato il suo limite, manca di spessore culturale e di un solido progetto
di ricostruzione della classe politica e dirigente. Ma sulle questioni di fondo ha ragione. Per esempio: perché i
francesi non hanno potuto scegliere con un referendum popolare sull’entrata in
Europa (facendo riferimento alla moneta unica)? Magari stravolta nelle conclusioni auspicando un ripristino
del FRANCO. Ma l’iperbole gli permette di fare scandalo e finire sui
giornali. L’obiettivo della visibilità é raggiunto. Nella bassa politica vale
più questo. La questione è stata legittimamente posta e gli permette un
ulteriore slogan acchiappa voti: "IL POTERE AL POPOLO!" Maurizio Per saperne di più sui conflitti nel mondo: www.warnews.it

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