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di Maurizio

Speciale: Elezioni in Israele

 

"Shalom Sharon"

 

Ariel Sharon eletto alla guida dello Stato ebraico

 

di Maurizio

 

 

Finalmente un giovane (72 anni), un volto nuovo (dal 1950 fa politica), qualcuno non implicato con i vecchie logiche, ne’ morso da vecchi rancori (nell’82 durante l’assedio di Beiruth, sotto il pretesto di dover "mantenere l’ordine" nei quartieri musulmani della citta’, opera una pulizia etnica degli insediamenti palestinesi, facendosi aiutare dai falangisti libanesi avidi di vendetta per l’assassinio del presidente Gemayel), per lo Stato d’Israele.

 

Un intellettuale (giovanissimo si arruola nell’Unita’ 101 del battaglione dei paracadutisti chiamata ad intervenire in segreto per la repressione dei focolai di resistenza palestinese - compito che svolgera’ con estrema brutalita’ e ferocia senza fare distinzione tra civili e combattenti, donne, vecchi o bambini),

 

super partes ( nel 1947 e’ comandante di brigata, nel 52 come ufficiale dei servizi segreti, nel ’69 generale di divisione , nell’81 ministro della difesa… ),

 

degno luminare dell’antica cultura ebraica ( i suoi connazionali lo definiscono: "Uomo forte che opera al margine e senza troppi scrupoli". Per altri e’ solo "un criminale di guerra…" ).

 

Un possibile interlocutore per i palestinesi e gli altri stati arabi (una delle sue tesi più interessanti e’ che non e’ necessario uno stato palestinese visto che molti palestinesi ormai da tempo vivono in Giordania… ).

 

Un uomo ragionevole (nel ’77 e’ ministro dell’agricoltura ed a dispetto di tutti gli accordi internazionali fa installare 64 nuove colonie ebraiche nei territori palestinesi),

 

volenteroso (durante la guerra del’56 e quella del kippur del ’73 riceve forti critiche ed e’ più volte censurato dai suoi superiori per aver preso l’iniziativa di operazioni militari che non gli erano state ordinate),

 

di fama internazionale ( nell’82 una commissione d’inchiesta lo accusa di gravi responsabilità personali per il massacro di 2000 palestinesi nei campi di rifugiati di Sabra e Chatila ).

 

Qualcuno che vuole fare la pace ed una pace giusta (Recentemente intervistato sullo statuto di Gerusalemme, citta’ contesa tra le tre religioni monoteistiche, ha dichiarato: "Non ho la minima intenzione di cambiare le regole esistenti, Gerusalemme deve restare la citta’ unificata nel cuore dello stato di Israele, il monte del Tempio - cioè la moschea di Al Aqsa, n.d.r.- incluso" ).

 

Siamo contenti per gli spiragli che si sono aperti nel conflitto israelo-palestinese in seguito all’elezione di Ariel Sharon quale primo ministro ( ricordiamo che nel settembre 2000, fedele alle sue maniere, Sahorn si e’ recato per sfregio sulla spianata delle Moschee, scatenando l’ira dei musulmani e accendendo al miccia della Seconda Intifada, che ora in qualita’ di Primo Ministro e’ chiamato a sedare...)

 

Si tratta certamente dell’uomo giusto: meglio non si poteva scegliere!!!

un Bravo agli elettori israeliani

Maurizio

 

 

Bibliografia:

"Ariel Sharon, la revance d’un baroudeur" Le Monde, 7 febbraio 2001, pag 15

"Non mangio gli arabi a colazione" intervista a Sharon, in Yediot Aharonot giornale di Tel-Aviv – riportato dal Courier International del 1/7 febbraio 2001

"Sharon democrate… et criminel de guerre" in Charlie Ebdo, 14 febbraio 2001 pag 13.

"Sharo e’ un criminale di guerra" in An Nahar, giornale di Beirut – riportato dal Courrier International 1/7 febbraio 2001

L'autore dell'articolo mi ha pregato di inserire il commento che viene riportato qui sotto; in via eccezionale ho acconsentito ma i commenti vanno indirizzati all'autore o alla rivista che risponderanno per via privata al mittente.

--- MoldenNim <molden@freemail.it> wrote:
> Al tuo bel commento manca una nota che aggiungerei: Sharon e' la differenza tra una *democrazia* in cui i rappresentanti si eleggono, ed una dittatura in cui la faccia nuova di Arafat, autoproclamato
presidente di non si sa quale autorita',  permette processi sommari ed esecuzioni di piazza.
>
> Shalom.
>
>
>
>   Ciao, Guido.

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