IL FUTURO nell'ERA dell'ACCESSO
Siamo nell'era di Internet,
delle nuove tecnologie, dell'informazione globale
in quella che e' stata
sapientemente definita "l'era dell'accesso".
Ma a conti fatti quanto ci
costa comunicare? Chi se lo puo' permettere?

Sempre di piu' Internet
diventa il mezzo privilegiato di comunicazione. Si possono stoccare nella Rete montagne di
informazioni.
Con un po' di abilita' vi si
possono reperire le informazioni piu' precise sugli argomenti piu' disparati. (a patto che
qualcun altro vi abbia immesso i contenuti prima)
In futuro non ci sara'
neanche bisogno di andare in Biblioteca: la Rete fara' da Enciclopedia delle enciclopedie.
Il controllo delle
informazioni e delle fonti d'informazioni ha da sempre determinato la differenza tra la
classe dirigente e chi ne era sottomesso. Tra servi e padroni. Sacerdoti e popolo. Re e
schiavi. Maestri e scolari.
Giacche' e' la conoscenza l'unico bene non scambiabile che incide in modo determinante sul futuro di ogni uomo.

Sapere come si coltiva
la terra e' tutto per un contadino.
Conoscere i segreti degli
astri e' stato per secoli importantissimo per marinai e navigatori.
L'arte del combattere e del
cacciare.
Essere in grado di saper
utilizzare la tecnologia del nostro tempo.
Parlare altre lingue...
Perfino tra paesi ricchi e
poveri e' solo un problema di conoscenza. Immaginate se paesi come il Brasile o
l'Algeria disponessero nelle conoscenze necessarie per trasformare le materie prime di cui
dispongono. Certamente non avrebbero bisogno di venderle a sottocosto all'occidente.
E noi stessi europei, poveri
di materie prime perche' le abbiamo da piu' tempo sfruttate, che facciamo se non lavorare
grazie a processi tecnologici piu' o meno complessi i beni che arrivano da lontano?
All'interno della stessa
societa' cosa distingue un manager super-pagato e un impiegato di basso livello se non gli
studi, quel master in economia ottenuto a caro prezzo nelle migliori scuole del mondo?
A livello meta-storico, non
distinguiamo forse le differenti civilta' in base alle conoscenze tecnologiche, culturali
e artistiche di cui disponevano?
Che lo si voglia
ammettere o no e' la conoscenza che fa la differenza!
Con lo sviluppo delle nuove
tecnologie e dell'informatizzazione in particolare la conoscenza sta' diventando sempre di
piu' a disposizione solo dei piu' ricchi.
Attenzione perche' regole
ancora non ci sono e spetta a noi, oggi farle. Dobbiamo progettare la societa' di domani
in modo che queste disfunzioni non diventino aberranti.
Facciamo qualche esempio.
Uno studente di liceo esce
dal suo corso di studi senza aver mai visto un computer (alle volte anche uno studente
universitario). Che chances ha di entrare nel mondo del lavoro?
Per non parlare delle
vecchie generazioni che sono state completamente tagliate fuori dall'informatizzazione e
che mai recupereranno questo svantaggio.
L'altro giorno mia nonna
doveva pagare una bolletta e le hanno detto che le informazioni che cercava erano
reperibili sono su Internet...
Molte societa', come quelle
assicurative ad esempio, preferiscono essere presenti solo in rete, tagliando cosi' molti
costi per sedi, uffici, personale, ecc...
Ma allora quel povero
"ESCLUSO" di periferia, troppo vecchio, o troppo povero, o semplicemente troppo
sfortunato per riuscire a stare al passo con i tempi che fine fara'.
Ecco perche' vi incito
ancora una volta ad essere un'avanguardia, FUTURISTI!
A conoscere il vostro tempo
e dominare la vostra epoca.
E ad esserlo in modo
cosciente e consapevole, in maniera non egoistica, a condividerne con gli altri le
scoperte.
Ma a livello sociale cosa dovrebbe fare un movimento di idee e uomini degni di questo nome?

Innanzi tutto battersi per
Internet gratis e per tutti.
I costi comunicativi sono
ancora troppo elevati. Le bollette sono un ostacolo inutile.
In Inghilterra la
connessione continua (24 ore su 24) in rete costa tra le15.000 e le 60.000 lire al mese a
seconda che si sia studenti o imprenditori e a seconda delle compagnia telefonica.
Comunque British Telecom offre un pacchetto per la connessione privilegiata di notte e
durante il weekend a soli 5 pounds (15.000lire) mensili.
In Francia per 60
franchi (18.000lire) si e' on-line per un mese, telefonate urbane illimitate incluse.
In Italia le tariffe sono
ancora troppo alte. Pensate che il solo canone telecom tra orpelli vari e' sulle
60.000lire e poi bisogna aggiungerci il costo di ogni chiamata. Insomma la bolletta media
nazionale e' sulle 200/300 mila lire.
Sotto questa cifra, e'
possibile restare, ma al prezzo di non essere collegati!
Gravissime le conseguenze in
termini sociali e per le generazioni future. Soprattutto se si pensa in termini
comunitari, dove per trovare un lavoro o svolgere una qualsiasi attivita' i nostri ragazzi
dovranno combattere con la concorrenza degli altri paesi europei, ben piu' sviluppati e
piu' attenti a dare pronte risposte alle esigenze dei loro cittadini.

Il secondo punto e' quello
del filtro che viene fatto all'informazione anche attraverso Internet.
Non tutto il materiale
immesso in rete e' reperibile dai principali motori di ricerca. Essi filtrano i contenuti,
censurano siti e in base a quali criteri nessuno lo puo' sapere.
Certo le idee dissonanti,
contrarie all'omologazione, quelle piu' scomode restano nell'ombra.
Prendiamo il caso di
Yahoo.com.
Questo famoso portale
americano e' stato condannato lo scorso 22 maggio a oscurare i siti di propaganda nazista
sul territorio francese.
In Francia gli articoli
R.645-1 e seguenti del codice penale vietano la vendita, la propaganda, la diffusione di
oggetti o idee fasciste, xenofobe e razziste.
L'unione studenti ebrei di
Francia e altre associazioni contro il razzismo hanno fatto causa a Yahoo Inc. perche'
dava accesso a siti illegali secondo le norme penali francesi.
Dal canto suo Yahoo ha
opposto che essendo statunitense, negli USA il primo emendamento protegge ogni
manifestazione del pensiero, per quanto estremo esso sia e che ogni limite a tale
principio sarebbe stato uguale a una censura.
Senza entrare nel merito
delle due concezioni della liberta' d'espressione, bastera' rilevare ove ogni nazione
applicasse i propri criteri per bloccare l'accesso a determinati siti probabilmente si
finirebbe con una miriade di situazioni di controllo governativo delle informazioni date
al popolo, in uno scenario non troppo lontano da quello del GRANDE FRATELLO descritto da
Orwell nel libro 1984.
Nei paesi arabi verrebbero
censurati i siti con donne emancipate, o dei produttori di vino, in Cina quelli di
propaganda liberale, negli USA viceversa quelli anarchici o comunisti, a Cuba non
esisterebbe opposizione anticastrista, in Israele riviste sui diritti dell'uomo o
pro-palestinesi, ed il comandante Marcos non avrebbe fatto alcuna rivoluzione in Chiapas.
Certo ogni regime si
difende, ma sta a noi di difendere le nostre idee!
Dunque la seconda proposta
e' quella di aprire il piu' possibile siti di fonti alternative d'informazione che
coinvolgano associazioni dei consumatori, ecologisti, anarchici, critici radicali, pseudo
fascisti e fare un fronte alternativo ma comune dei non omologati e non omologabili.
Chiamiamo il portale estremadestra.it o
vattelapesca.net poco importa, l'importante e' che dia visibilita' a chi altrimenti non ne
avrebbe, nei canali tradizionali d'informazione.
Insomma Internet e' una
rivoluzione, cavalchiamola!
Infine diamo a tutti la
possibilita' materiale di accede all'informazione.
I costi fissi per l'acquisto
di un computer sono esagerati, soprattutto se si pensa che queste macchine vengono
aggiornate e superate con una velocita' incredibile.
Secondo Nathan Myhrvold,
vicepresidente Microsoft, un PC dura sul mercato in media 6 mesi poi diventa obsoleto.
La soluzione arriva dalla
Francia. Qui in ogni quartiere ci sono dei centri, detti centri dell'orientamento al
lavoro e per lo sport giovanili cove chiunque gratuitamente può prenotarsi per navigare
un'ora in Rete.
In sostanza e' riconosciuto
ai cittadini il diritto all'accesso o chiamatelo anche diritto a comunicare e tutti hanno
diritto ad almeno un'ora di connessione a settimana.
Cosi' si risolvono molti
problemi economici. Infondo all'utente finale cosa interessa possedere un computer, a lui
serve solo per collegarsi in Rete ogni tanto. Inoltre gli enti pubblici possono noleggiare
le macchine invece di acquistarle con un contratto di leasing che dia la possibilita' di
avere pc nuovi ogni anno, ammortizzando i costi di invecchiamento dei prodotti
tecnologici.
Immaginate se ogni biblioteca diventasse una mediateca, dove sia possibile recarsi non solo per consultare libri, cd, fumetti, filmati, ma anche per avere una connessione in Rete. Si recupererebbe lo scarto che abbiamo nei confronti degli altri Paesi piu' sviluppati in poche generazioni e magari si potrebbe pensare a strumenti informatici a misura danziano, che so telefonini con tasti più grandi e computer con programmi e funzioni semplificate.

Bhe' le nostre sono solo
idee, magari un po' strampalate...
...ma forse
e' proprio di questo che abbiamo bisogno: di cantieri dove vengano fabbricate idee
nuove e innovative.
Maurizio
Bibliografia
Jeremy Rifkin "L'era dell'accesso, la rivoluzione della new economy" Mondadori, 2000.
Fonti
Daily Express, 11 settembre 2000
L'express, 14 - 20 settembre 2000
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