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Con Livingstone : ieri, oggi e domani.

 

Dopo l’eclatante risultato alle elezioni per il Sindaco di Londra, che hanno portato alla vittoria l’anarchico Ken Livingstone, personaggio antipartito e antisistema, tutti i criteri tradizionali e le vecchie strategie politiche vanno a farsi benedire...

C’e’ una teoria economica, che valse il premio nobel al suo autore, secondo la quale per raggiungere la maggioranza dei consumatori bisogna trovarsi proprio nel bel mezzo tra i loro gusti.

Riportato in politica questo concetto, per altro molto semplice, ha dato i piu’ grandi disastri di questi ultimi cinquant’anni. Per fare esempi alla portata di tutti basti pensare alle ultime derive di Alleanza Nazionale (dal MSI), ai DS (ex PC), all’ Asinello (ex Dc) ecc... Il dramma della politica italiana, ma non solo, e’ che tutti convergono al centro.

Si tratta di una strategia pianificata secondo attente regole di sociologia politica. In base a minuziose statistiche sull’elettorato, si traccia un grafico che ne rappresenti le tendenze. Si prendono i due estremi e si colloca un puntino esattamente al centro. Questa e’ la posizione migliore per conquistare tutti e vincere le elezioni.

Si cerca di fare la media tra le varie posizione di una compagine politica.

Non e’ piu’ la politica che guida, con un leader trainante, ma una politica dell’elemosina, che cerca di seguire le ultime tendenze della societa’ senza proporre ne’ idee, ne’ alternative. Il problema e’ che cosi’ si insegue un potenziale elettore, che e’ la risultante della media dei differenti gusti politici, che pero’ nella realta’ non esiste.

L’elettore perfetto e’ INESISTENTE.

Nel cercare di accontentare tutti non si accontenta piu’ nessuno !

Poi arriva qualcuno, nella fattispecie il signor Livingstone, che ad una concezione STATICA della politica, dove gli elettori sono immobili ed atrofizzati al centro, oppone la TEORIA DINAMICA o movimentista, secondo la quale se e’ vero che il mondo cambia e’ ancora a noi il potere d’interagire, influire con le nostre scelte su tale cambiamento. Per questo secondo gruppo di pensatori prima ci sono le idee e poi gli uomini disposti a farsi scorticare per esse, o qualcosa del genere.

Forse e’ per questo che, malgrado sia un comunista sfegatato, Ken detto il rosso ci sta simpatico. Ci ricorda i vari Haider che in Europa sono isolati ma restano tenaci, il folto Popolo di Seattle composto da gente disposta a cambiare il mondo, insomma, assomiglia quasi a degli eroi di battaglie d’altri tempi.

Poi c’e’ un’altro elemento che lo rende interessante ai nostri occhi e che lo avvicina ai contestatori di Seattle (a cui tra l’altro si richiama) e cioe’ : che e’ un personaggio assolutamente antisistema. Candidato indipendente, fuori dalle logiche dei partiti (in cui pure ha militato), non disposto a scendere a compromessi per vedersi assicurata una poltrona in un assessorato. « Detesto le macchine » ha dichiarato piu’ volte. Detto e fatto. Ora il centro di Londra sara’ privo di questi inquinanti mezzi di trasporto, con grande gioia per i cittadini della City, che proprio per questo hanno votato Livingstone ! e che da sempre sono alle prese con un traffico proverbialmente invivibile. Piu’ metro e meno auto. Quanti altri politici si sarebbero potuti permettere misure tanto drastiche ma efficaci e dovute ? Quanti dei nostri leader nazionali avrebbero potuto svincolarsi dalle strette delle societa’ automobilistiche e dalle multinazionali produttrici di petrolio per venire incontro alle legittime esigenze dei cittadini, del popolo ? A noi ancora ci impongono rottamazioni ed almeno un’auto a testa...

Ma e’ proprio per la sua schiettezza che Livingstone va avanti conquistando sia i ricchi finanzieri che i giovani disoccupati e per di piu’ senza muoversi d’un passo dalle sue anarchiche posizioni !

Ma se tutto cio’ non e’ abbastanza per spiegare perche’ ha conquistato anche noi, citeremo le sue dichiarazioni riguardo al conflitto in Irlanda del Nord: « Gli uomini dell’IRA combattono per la liberta’ nazionale e quelli in carcere sono prigionieri di guerra ». Sentire un « buon » inglese criticare il colonialismo in questi termini e’ stato veramente troppo...

MAURIZIO

Bibliografia.

« The Daily Telegraph » - 1 maggio 2000 pag. 4 e 23

« Financial Times » - 1 maggio 2000 pag. 7

« La Repubblica » - 1 maggio 2000 pag. 17

« Corriere della Sera » - 5 maggio 2000 pag. 11

 

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