Occupazione ed Immigrazione

 

Molti fatti politici e particolarmente indicativi sono accaduti in questi ultimi mesi.

Si è proceduto sulla strada della svendita del nostro patrimonio nazionale e della nostra sovranità industriale. L’accordo siglato tra FIAT e GM, a discapito della Daimler Benz,è un altro passo avanzato sulla strada per far diventare l’Italia da Paese produttore a Paese consumatore. Si è cercato di mascherare la vendita sostenendo la tesi che la GM, per il momento,ha solamente una quota di capitale che non gli permetterebbe, in teoria,il controllo totale della Fiat; si è usato questo stratagemma per giustificare la cessione agli americani e non ai tedeschi ( ma non era questa l’Europa che si doveva contrapporre agli U.S.A ? ); si è cercato di nascondere la verità dicendo che le scelte industriali rimarranno in mano agli italiani. Intanto,però, era già pronta la campagna pubblicitaria per l’Alfa Romeo rivolta,in maniera esplicita,al mercato americano.

Come operano le multinazionali lo abbiamo già visto con la Good Year di Cisterna di Latina: si trasferisce altrove la produzione e si lasciano a casa 700 lavoratori più tutto l’indotto che ruotava intorno a quello stabilimento; la Marzotto di Schio, come riportavamo nello scorso notiziario, trasferisce le attività produttive in Lituania e lascia a casa 450 operai;la Hatu chiude lo stabilimento di Bologna e si trasferisce in Spagna e potremmo continuare ancora a lungo.

Tra qualche tempo,quello necessario a far dimenticare l’accordo ( se ci avete fatto caso dopo i primi giorni di FIAT e GM non ne parla più nessuno) si passerà alla " ristrutturazione" della FIAT: ristrutturazione nel comune linguaggio delle multinazionali significa LICENZIAMENTI.

E i sindacati stanno a guardare,nessuno protesta,nessuno sciopera,nessuno fa manifestazioni di piazza,nessuno si muove. Intanto si avvicinano i Referendum anti-sociali secondo cui il lavoratore,anche se licenziato senza giusta causa,non può essere reintegrato nel posto di lavoro. Se passa questo referendum le " ristrutturazioni " saranno più facili: chi assumerà più l’operaio di 50 anni licenziato ingiustamente e non più reintegrato? Con quale spirito lavorerà diligentemente ed onestamente colui che svolge con passione la propria attività quando sa che, per un qualsiasi e banale motivo, potrà essere licenziato? Chi tutelerà chi lavora onestamente dalle decisioni improvvise ed ingiuste del datore di lavoro? I primi diritti dei lavoratori erano stati sanciti nel 1926 dalla Carta del Lavoro, ci sono voluto 74 anni per attuare il tentativo di tornare ad un capitalismo gretto ed egoistico di tipo ottocentesco.

Non conta più la dignità del lavoro, si è completamente perduta, oggi ad una persona non si chiede più che lavoro fai? Ma quanto guadagni?

Sempre le cronache degli ultimi giorni ci danno notizia di extra-comunitari morti bruciati nei tuguri di Milano o nelle roulotte di Bologna.

Da anni sosteniamo la tesi che l’immigrazione deve essere fermata,bisogna aiutarli a casa loro,non si possono far entrare migliaia di persone nella clandestinità,senza nessun controllo,senza documenti,senza sapere come poterli sistemare,senza essere in grado di dargli un lavoro.

Illudere questi diseredati è un crimine; ma come farà a vivere una vita che valga la pena di essere vissuta colui che entra in Italia e non ha la possibilità di mantenersi onestamente?

Chi non ha la possibilità di mantenersi è costretto a fare il delinquente e da qui nascono i problemi dell’ordine pubblico nelle nostre città. Le nostre città non sono più vivibili,non sono più sicure,non si tutelano più gli Italiani nei loro affetti e nelle loro proprietà. Far entrare i clandestini significa alimentare il serbatoio di manodopera della delinquenza organizzata e non, significa aumentare la macro e micro criminalità.

Non possiamo non accettarli, si dice,perché dobbiamo garantire i loro diritti.

Ma chi garantisce il diritto della vecchietta che esce dalla posta,dopo aver ritirato la pensione,a non essere scippata? Ma chi garantisce il diritto al cittadino a non essere derubato? Ma chi garantisce il diritto di poter fare una passeggiata serale nelle nostre città senza correre pericoli?

Eccoli, i soliti razzisti,è l’accusa di chi è impotente a controllare i flussi migratori.

I razzisti siamo noi che ci battiamo contro la Società multietnica, contro l’immigrazione incontrollata,per la sicurezza delle nostre case e dei nostri familiari,noi che siamo per aiutare questa povera gente a casa loro.

I razzisti siamo noi e non questa Società che permette a milioni di persone di entrare clandestinamente e di vivere in propri e veri tuguri,come le bestie, senza il minimo di decenza umana. I razzisti siamo noi e non questa Società che permette agli zingari di mandare a rubare ed a chiedere l’elemosina ai bambini attuando così il più turpe degli sfruttamenti minorili. I razzisti siamo noi e non questa Società che permette alla mafia albanese e nigeriana di portare via dalle loro case le ragazze, il più delle volte minorenni,contro il volere delle proprie famiglie che non hanno maniera di ribellarsi contro la violenza, e di portarle a fare le prostitute in Italia. I razzisti siamo noi e non questa Società che permette a migliaia di extra.-comunitari di fare i venditori abusivi danneggiando il libero commercio ed alimentando il lavoro nero di chi lavora nei laboratori clandestini per produrre i falsi che questi poveri disgraziati poi andranno a vendere. I razzisti siamo noi e non questa Società che. dopo aver illuso e fatto entrare con utopiche promesse,migliaia di clandestini, costretti a rubare ed a vivere di espedienti non è più in grado di garantire il minimo ordine pubblico e la tranquillità della gente onesta.

Questi sono i nostri principali campi di battaglia: Stato Sociale e piena occupazione, Demografia ed Immigrazione.

Claudio Marconi

 

 

 

 

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