Linarrestabile metastasi della contaminazione da uranio impoverito preoccupa il mondo
Il silenzio dei colpevoli
Dieci anni di embargo ai danni dellIraq: un orrendo crimine contro lumanità. "Il Mezzogiorno" intervista Padre Jean - Marie Benjamin, Premio Telamone per la Pace 2000
Servizio speciale di Nuccio Mula
Nellambito del Tuo viaggio in Iraq nellaprile del98, mentre giravi il documentario, da chi sei venuto a conoscenza per la prima volta dei danni provocati dalluranio impoverito?
Nel sud dellIraq, sui luoghi della guerra del Golfo, la nostra guida irachena ci raccomandò di non toccare residui di ordigni o di cari armati perché altamente radioattivi, ci spiegò che le forze della coalizione avevano utilizzato delle armi rinforzate con uranio impoverito che avevano inquinato di radioattività lambiente e la popolazione. Decisi allora d'iniziare delle ricerche in Iraq presso la popolazione, ospedali ed esperti scientifici, poi in istituti Europei, nelle agenzie dellONU ed infine presso i veterani americani della guerra del Golfo. Nel dicembre 1998, tornai a Baghdad per le riprese del mio documentario sullembargo e la contaminazione radioattiva, il giorno 15 le rappresentanze diplomatiche dellItalia e della Francia mi invitarono a partire per la Giordania per imminenti bombardamenti da parte della coalizione anglo-americana, incursioni che iniziarono il giorno dopo. Con il mio cameraman, Francesco Bistocchi, decidemmo di restare per filmare la notte i bombardamenti ed il giorno gli effetti dei missili "intelligenti" e gli "effetti collaterali". Al ritorno in Italia, costatai una totale disinformazione su questi bombardamenti e sulla situazione della popolazione locale, mi impegnai per far conoscere allopinione pubblica quanto stava accadendo, puntualizzando duramente che erano state utilizzate nuovamente delle arme alluranio impoverito sulla popolazione civile.
Al ritorno in Italia, come reagì alle sue rivelazioni il sottosegretario agli Esteri Valentino Martelli, durante lincontro che avete avuto?
E stato un incontro molto franco. Ho riferito al Sottosegretario: " Nella guerra del Golfo sono state sganciate sullIraq oltre 135.000 tonnellate di bombe, più di un milione di proiettili alluranio impoverito, questo è accaduto anche durante gli ultimi bombardamenti della scorsa settimana. Il tessuto economico sociale sanitario del paese è distrutto, i morti sono oltre 1.500.000. Muore un bambino al di sotto dei 5 anni ogni 8 minuti per mancanza di medicine o per gli effetti della contaminazione radioattiva. Su 10.334 scuole, più di 8.000 sono state distrutte o sono inutilizzabili. I bambini sono ridotti a mendicare, le famiglie sono smembrate. Dopo i bombardamenti viene inviato lUNICEF e lUNESCO per aiutare le popolazioni! La nuova generazione (quella dellembargo) è psicologicamente distrutta, sono preoccupanti le conseguenze per il futuro. Al sud manca lacqua potabile (la centrale di purificazione è stata nuovamente bombardata, in violazione della Convenzione di Ginevra del 1949), nelle città in mezzo al deserto si arriva a 54 gradi allombra. Lelettricità è interrotta ogni due ore. I trasporti sono inesistenti e non permettono la distribuzione dei generi alimentari e dei medicinali. Le due "no fly zone", imposte unilateralmente dalle amministrazioni anglo-americane, impediscono i trasporti aerei. I casi di leucemia, cancro, deficienze immunitarie, malattie infettive, malformazioni nei nuovi nati sono in forte aumento, superano il 300% allanno in alcuni villaggi del sud del paese".
Il Sottosegretario rispose: "il problema è Saddam Hussein". Non potevo accettare questa risposta e non nascondendo il mio nervosismo replicai: "le 400 tonnellate di uranio impoverito che stanno contaminando la popolazione e lambiente sono state lanciate dalle forze anglo-americane (contaminando oltre 150.000 uomini dei propri militari), lembargo colpisce popolazione che è ridotta allo stremo e che queste sono le risposte di chi non vuole accettare le responsabilità dellOccidente nello sterminio di un popolo". Alla fine dellincontro, il Sottosegretario Valentino Martelli chiese se avevo della documentazione sugli effetti delle armi alluranio impoverito, aderendo alla richiesta inviai la documentazione in mio possesso.
Quali furono le reazioni della Commissione Affari Esteri allinquietante filmato che il Pentagono forniva alle sole truppe americane, atto ad istruire sulla condotta da tenere nei confronti delle armi alluranio?
Nel giugno 1999, pubblicai il rapporto "Iraq-Kossovo, effetti delle armi alluranio impoverito sulle popolazioni e sullambiente" ne feci stampare 600 copie per distribuirle ai parlamentari. Nel luglio, fui chiamato in audizione dalla Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, alla quale rimisi una esauriente documentazione, tra la quale il rapporto del Segretariato alla Difese degli Stati Uniti dAmerica. In questo rapporto si precisa: "Larmata ha utilizzato munizioni da 105 mm (M900) e da 120 mm (M828 e M828 A1) con penetranti alluranio impoverito (UI) e laviazione ha lanciato dagli aerei A-10 munizioni "Armor Piercing Incendiary" (API) (proiettili perforanti incendiari) da 30 mm alluranio impoverito montati su cannoni GAU-8. I 148 A-10 dislocati in Arabia Saudita hanno effettuato 8.077 voli di guerra, armati con 1.100 proiettili "High Explosive Incendiary" (HEI) (Proiettili altamente esplosivi) o API per i GAU-8. (...). Laviazione ha lanciato in totale 783.514 proiettili API (Depleted uranium) da 30 mm. 99 aerei Harrier AV-8B sono stati impiegati nel Golfo effettuando 3.342 voli di guerra". Secondo il Quartier Generale del "Corpo dei Marines", Dipartimento dellaviazione, i Marines stessi avrebbero lanciato, durante la Guerra del Golfo, 64.436 proiettili del tipo PGU/20 (da 25mm allUA) e gli aerei Harrier un'uguale quantità di proiettili UI e HE. Ogni proiettile da 25 mm contiene 148 grammi (0.33 libbre) di Uranio impoverito (...). Le forze armate hanno quindi sparso un totale complessivo di circa 290 tonnellate di uranio impoverito (UI)". Lo stesso rapporto precisa inoltre: "Lesercito ha utilizzato munizioni da 105 mm (M900) e da 120 mm (M828 e M828A1) con penetranti alluranio impoverito (UI), nonché altre munizioni non UI (come anticarro esplosivi o "HEAT rounds") nei carri Abrams e Challengers. Poiché le munizioni allUI non sono utilizzate nelle esercitazioni di tiro, la Guerra del Golfo è stata la prima occasione per lanciarli dai carri. Dopo i primi successi, la notizia della loro efficacia si è diffusa, e questi proiettili sono ben presto diventati le munizioni più temibili ( )".
Mostrai un video dellesercito americano che illustra ai soldati come maneggiare le armi alluranio onde evitare pericoli di contaminazione. Informai la Commissione che un rapporto del "General Accounting Office" è fortemente critico sul modo in cui la Casa Bianca e il Pentagono hanno condotto le loro inchieste in materia [Uranio impoverito]. Sotto la pressione di oltre 80.000 reduci, che esigono esami governativi, il rappresentante Christopher Shay che dirige un sotto-comitato del "Government Reform and Oversight Committee" conduce una sua propria inchiesta sulle malattie provocate dalla Guerra del Golfo. Il Pentagono mentre ammette, dopo anni di silenzio, che oltre 20.000 soldati americani sono stati esposti alle armi chimiche, sostiene che soltanto un numero molto limitato circa 60 sono stati esposti a livelli pericolosi di UI. (dai rapporti delle Associazioni dei Veterani, in realtà sono oltre 200.000 i veterani attualmente colpiti dalla "Sindrome del Golfo)
Limpressione è che nella Commissione Affari Esteri nessuno era a conoscenza del video dellesercito americano e poco conoscevano della documentazione allegata. Infatti è sembrato riscontrare in Italia quello che si è verificato in Francia, i politici non sono stati informati con chiarezza sugli effetti delle armi alluranio impoverito.
Nel novembre 99, la Commissione Affari Esteri della Camera richiese formalmente una commissione scientifica dinchiesta. Hai notizie di come si sta svolgendo il lavoro di questa commissione?
Il 29 settembre 1999. La stessa Commissione Affari esteri del parlamento ha promulgato una risoluzione che impegna il Governo a costituire una commissione di esperti sulluranio impoverito per studiare gli effetti di queste armi in Kossovo e in Iraq. La commissione è stata costituita solo alcuni settimane orsono ed a tuttoggi non è operativa.
Nellaprile scorso, sei intervenuto alla sessione annuale per i Diritti dellUomo presso lOnu a Ginevra: hai avuto occasione di affrontare anche il tema delluranio impoverito, e, se sì, quali sono state le razioni della Commissione?
Sono intervenuto alla sessione annuale della Commissione per i Diritti Umani allONU a Ginevra in aprile 2000, a seguito del volo Amman-Baghdad fatto con Vittorio Sgarbi, Nicola Grauso ed il pilota Nicola Trifoni in violazione dellembargo contro lIraq. E stato il primo volo per Baghdad dopo 10 anni di embargo. Fu abbastanza rischioso. Per realizzare questa delicata "impresa" , non avevamo informato nessuno, né lONU, né alcun governo. Avevamo presentato un falso piano di volo "Amman-Damasco" a circa 50 chilometri dallo spazio aereo iracheno, abbiamo annunciato il dirottamento dellaereo per recarci a Bagdad. La torre di controllo della Giordania ci intimò di tornare indietro, dicendo che lesercito non era stato informato e che rischiavamo di essere abbattuti. Fu poi la volta della Siria, che ci avvertiva del pericolo dei missili americani. Il cielo della Giordania, con intorno Israele, Libano, Siria ed Iran e le "no fly zone" in Iraq non è il cielo più tranquillo del mondo, ma grazie a Dio siamo riusciti ad arrivare tre ore più tardi a Bagdad. La porta del "cielo" per i voli aerei verso lIraq era stata aperta. Da questa data sono atterrati a Baghdad oltre 100 aerei. Ringrazio il Cielo, è il caso di dirlo. Per rispondere alla vostra domanda, allONU ho parlato soprattutto dellillegalità delle due "no fly zone", in aperta violazione con le norme che regolano lo spazio aereo di un paese sovrano e del diritto internazionale. Le amministrazioni Anglo-americane giustificano queste due "no fly zone", imposte unilateralmente, per proteggere le minoranze Kurdi al nord e Chiiti al sud, al contrario non passa una settimana senza che gli aerei anglo-americani bombardino proprio queste popolazione del sud e del nord dellIraq, causando centinaia di vittime innocenti. Un modo strano di proteggere la gente! A questa Commissione annuale sono intervenuti 200 oratori, con cinque minuti ciascuno. Poca cosa, per un argomento cosi difficile e complesso come le "no fly zone".
Il documentario realizzato dalla Rai presso il contingente italiano in Kosovo, visti i suoi contatti, Ti è parso attendibile o troppo tranquillizzante?
Comprendo che non si possa mettere nel panico il contingente italiano, la cosa avrebbe ripercussione anche sui contingenti degli altri paesi e nella popolazione civile del Kossovo e della Serbia. E da tenere un atteggiamento prudente, anche perché gli effetti si verificano dopo tre o quattro anni dai bombardamenti e dalla contaminazione del territorio. Basta studiare quanto è accaduto in Iraq. Quello che sconvolge è che lIraq è contaminata dalla radioattività da 10 anni e che in 10 anni nessun governo europeo e nemmeno la Comunità Europea hanno mai inviato degli esperti, dei scienziati per studiare gli effetti della contaminazione sulla popolazione e su tutto il sistema ecologico. Pensate a questa povera gente che deve sopravvivere ad un crudele embargo, ma deve sopravvivere in mezzo alla contaminazione radioattiva e le spaventose conseguenze. Attualmente, dalle cifre di istituti ed esperti europei che lavorano in Iraq e dal Ministero iracheno della Sanità, il 48% della popolazione del sud dellIraq è contaminata, condannata ad atroci sofferenze. Finalmente, la scorsa settimana, lOMS, lAgenzia dellONU per lAmbiente e lAgenzia Atomica di Vienna hanno deciso di inviare degli esperti in Iraq. Si è atteso per 10 anni. Un vero crimine contro lumanità.
I più vulnerabili sono i bambini, le prime vittime, come sempre.
Il rapporto dellUNICEF conferma la morte di 5 a 6.000 bambini al mese, in dieci anni circa 500.000 bambini sono state condannati a morte.
Anche la situazione dellistruzione e della cultura rispecchiano in pieno lattuale condizione del Paese. Oltre ai bombardamenti massicci e ripetuti e allisolamento provocato dallembargo, le giovani generazioni irachene sono state private del loro patrimonio intellettuale e culturale. Nel paese che vanta 7.000 anni di cultura (culla della nostra civilizzazione e terra del Patriarca Abramo) la distruzione dellapparato scolastico è altrettanto grave quanto la volontà di privare i bambini di pane e medicinali. Quale rapporto esiste tra limpedire limportazione di libri per linsegnamento e la politica? Questassoggettamento programmato limita levoluzione e lo sviluppo di unintera società. Impedire ad un popolo di evolversi nel corpo, nellintelligenza e nella cultura è una mostruosità.
Come si estende la contaminazione radioattiva in Iraq?
I carri armati iracheni colpiti da proiettili alluranio impoverito durante la guerra del Golfo, sparati dai carri Abrams e Challenger o dagli aerei A-10, si stanno arrugginendo. Con le piogge, gli elementi radioattivi si infiltrano nella sabbia e nelle acque del sottosuolo. Questi elementi possono scendere in profondità per raggiungere le radici delle piante e passare quindi dal suolo alla vegetazione. Ogni volta che le persone si nutrono di vegetali o della carne di animali che hanno ingerito a loro volta queste piante, la contaminazione passa nel corpo umano e vi porta dosi di radiazioni intollerabili. La contaminazione può anche raggiungere le acque di superficie e la falda freatica. Ogni volta che le persone ne bevono, queste sostanze si fissano nel corpo e producendo danni irreversibili. E una situazione spaventosa.
Hai avuto rapporti con gli avvocati delle presume vittime italiane?
Sto lavorando da anni sulla situazione in Iraq, con proprio mezzi, che sono limitati, non ricevo nessuna sovvenzione e non sono "sponsorizzato" da nessuno. Questo mi concede di poter agire in piena libertà, ma non mi lascia il tempo di approfondire altre tragiche realtà, come quella dei Balcani. Ho una Fondazione da seguire, dei studi di registrazione da gestire, film da realizzare e presenzio a numerose conferenze sullIraq in Italia ed in Europa. Tutto questo mi prende molto tempo. Comunque, posso confermare, per chi ha dei dubbi, che con laiuto di Dio, tutto è possibile.
Il Premio Internazionale Telamone per la Pace di Agrigento Ti è stato conferito nel 2000 per il Tuo lavoro a difesa del popolo iracheno. Come hai percepito laccoglienza della città di Agrigento in questoccasione?
Da tre anni sto provando, con laiuto di Dio, a far conoscere allopinione pubblica la tragica situazione del popolo iracheno e le terribili conseguenze dellinquinamento radioattivo dellambiente e delle popolazioni provocato delle armi alluranio impoverito. In occasione della presentazione del mio libro "Irak, lapocalypse" in Francia (pubblicato in Italia dalla casa Editrice Andromeda) libro che tratta ampiamente il tema della contaminazione radioattiva in questo paese, un giornalista, alzatosi in piedi, mi ha chiesto:" Ma Padre, se fosse vero, lo sapremmo!". Questa è la ragione per cui ho apprezzato lonore che ha fatto il Comitato del Premio Telamone e la città di Agrigento a me ed ai miei collaboratori per questo lavoro, è stato anche il mezzo per portare allopinione pubblica, in occasione di questo prestigioso Premio, uninformazione su questo terribile flagello delluranio impoverito, non solo a testimonianza del popolo iracheno che non ha voce e che nessuno vuole ascoltare, ma anche per una denuncia pressante sui pericoli che corre lintera umanità, se si persiste su questa via dellautodistruzione. Pochi media hanno affrontato in passato il problema, per questo sono riconoscente al settimanale di Agrigento "IL MEZZOGIORNO" per essere stato sempre disponibile ad informare i suoi lettori sullargomento, con atteggiamento professionale e dignitoso.
(per gentile concessione del settimanale "Il Mezzogiorno" di Agrigento e di Nino Amato)
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