Un estratto del romanzo di Stefen Pressfield "Le Porte di Fuoco" pubblicato dalla Rizzoli, 1999. (Lire 34.000)
"Dienece guardo' di nuovo Suicidio, Alessandro, Aristone e poi me.
"Voi giovani pensate che noi veterani, con la nostra lunga esperienza di guerra abbiamo imparato a dominare la paura. Invece la sentiamo esattamente come la sentite voi. Anzi, forse di più, perchè l'abbiamo più volte vista da vicino. La paura convive con noi, è nelle nostre ossa, nei nostri nervi... Il coraggio lo troviamo sul campo, lo raccattiamo a pezzi e a brandelli. La grandezza ci viene proprio da cio' che è più vile. La paura di disonorare la città, il re, gli eroi della nostra famiglia. La paura di mostrarci indegni delle nostre mogli e dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei compagni d'arme. Per quel che mi riguarda conosco tutti i trucchi del canto, i pilastri della tetrathesis, gli insegnamenti della phobologia. So come avvicinarmi al nemico, come convincermi che la sua paura è più grande della mia. E forse è vero. Sto attento ai soldati che sono al mio comando e cerco di dimenticare la mia paura e di pensare alla loro salvezza. Ma sento che lei è sempre li'. Tutto quello che sono riuscito a fare è agire nonostante la paura. Ma non è nemmeno quello il coraggio di cui parlo. Non è il furore bestiale o l'istinto di conservazione dettato dal panico. Queste sono katalepsis, invasature. Le hanno anche i topi...
Ma ancora non avete risposto alla mia domanda. Qual'è il contrario della paura?"
Ecco un romanzo che entusiasmerà tutti: giovani ribelli e nostalgici amanti della storiografia. Siamo nella grecia del 480 a.C., all'epoca delle invasioni persiane. Due città si affrontano in un'antitesi, divenuta un classico, che rappresenta due possibili modi di vita: Sparta ed Atene. L'una guerriera e l'altra con la vocazione per la filosofia e l'arte. Di fronte al pericolo incombente le due città si alleano per arrestare la valanga conquistatrice del re di Persia. Ma sarà Sparta, ovviamente, a dare la maggiore prova di valore. Al passo delle Termopili 300 dei suoi migliori uomini si sacrificheranno in una mitica battaglia che resterà alla storia. Questo libro è il racconto di quei guerrieri, i loro addestramenti, le difficili prove che dovranno affrontare prima di diventare dei soldati spartani. Ma anche la storia dei loro amori, le amicizie profonde, dei legami di guerra, gli antagonismi e le fobie. Uno scorcio di vita di questi eroi. In bilico tra dettagliata ricostruzione storica frutto di una lunga ed accurata ricerca e l'arte squisitamente letteraria di saper raccontare una storia romanzandola, Steve Pressfield, consacra quest'opera come uno dei migliori romanzi epici contemporanei. Per scoprire la forza el'impeto della Falange. Per meglio comprendere le nostre origini culturali e molti dei riferimenti moderni. Per scoprire il mondo affascinante di questa città che ha cosi` profondamente segnato la storia. Per seguire il giovane Alessandro nel suo lungo percorso che porterà a divenire un guerriero. Per discutere con il coraggioso Dienece. Per guardare negli occhi Arete e trovarvi la bellezza di tutte le donne di Sparta. Per seguire il re Leonida fino alla fine della sua incredibile avventura, o semplicemente per scoprire dove dimora il coraggio e che cos'è che vince la paura. Questo libro vi farà sognare di vivere in un mondo che non c'è più, di combattere grandi battaglie al fianco di uomini temprati dal fuoco e dall'acciaio, di soffrire con loro, di lacrimare nei momenti più tristi, di esultare delle loro vittorie e di ricordarli in eterno.
Maurizio De Arcangelis
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