Sabato 29 novembre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente dell’associazione ebraico-massonica B ‘nai B ‘rith International, avvocato Richard D. Heideman, che era accompagnato da una folta delegazione di rappresentanti americani ed europei, evidentemente un "prologo" all’insediamento di Melvin Sembler, attivista dell ‘Anti Defamation League e di concerto alto esponente del sionismo internazionale.

Heideman ha fatto presente al "capo" del governo le "forti preoccupazioni" dell ‘Internazionale ebraica in relazione all ‘evolversi della crisi mondiale in atto, e con particolare riguardo alla situazione nel Vicino Oriente. Berlusconi, dal canto suo, ha illustrato il piano di sicurezza scattato dopo l’11 settembre specialmente attorno a possibili obiettivi (sinagoghe comprese). Per quanto concerne il processo di pace in Palestina, il leader del Polo, si è auspicato l’avvio del piano di interventi umanitari, una sorta di Piano Marshall di assistenza per la ricostruzione economica della regione.

Solo il quotidiano liberaldemocratico ‘Il Secolo d’italia" ha riportato la notizia.

Quest ‘incontro non può che confermare ulteriormente (se ancora non fosse chiaro) la vera natura del governo Berlusconi: il completo assoggettamento nell ‘alveo della grande plutocrazia internazionale.

Ma il "presidente operaio" non è nuovo ha queste sincere e conviviali accoglienze.

Già nel precedente governo di centrodestra, esponenti dell’ebraismo mondiale si erano fatti vivi dopo ogni sviluppo positivo o negativo nella Striscia di Gaza. Nell ‘agosto del ‘94, lo stesso Cavaliere dovette scusarsi con Abraham Foxman (direttore dell’A.D.L.) per una dichiarazione del suo ministro Mastella, che insinuava che fosse stata la reazione della lobby ebraica americana a determinare la caduta della lira sul mercato internazionale. (Operazione peraltro progettata ed eseguita da Georges Soros, dalla Goldman & Sachs e dal Quantum Funds del finanziere ebreo). Sempre in Italia, è stato il B ‘nai B ‘rith ad intervenire affinché il sindaco di Roma Francesco Rutelli non intitolasse una via della capitale a Giuseppe Bottai (Ministro della Pubblica Istruzione sotto il Fascismo).

Il B ‘nai B ‘rith è anche intervenuto affinché nelle scuole italiane si studiasse "meno Manzoni e più Primo Levi ", secondo le parole dell‘ allora presidente del Consiglio Giuliano Amato.

Noi non abbiamo mai avuto dubbi sulla vera natura di questo governo mondialista, filoisraeliano e liberista. Si è trattato soltanto di una sfacciata conferma.

 

Valerio Febbo

 

 

 

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