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Immigrazione e demografia, occorre seguire il buon senso.

 

Il problema immigrazione va affrontato con chiarezza ed onestà, comprendendone le ragioni dovute allo sfruttamento ed al caos prodotto dai fautori del Nuovo Ordine Mondiale, rifiutando i criteri borghesi di carattere xenofobo o razzista, ma proponendo soluzioni alternative che evitino il dilagare dei fenomeni di invivibilità, soprattutto nelle periferie delle nostre città, dove si sta già innescando una pericolosa guerra tra poveri, voluta ed auspicata dal sistema liberal-liberista.

Abbiamo il dovere di opporci sistematicamente a certi intellettuali che avvelenano la coscienza degli europei contrabbandando come intenzione di etnocidio qualsiasi forma di legittimo rigetto di presenze estranee ai costumi ed alla cultura autoctona. Si fa ricorso ad uno pseudo-umanitarismo e si assumono atteggiamenti saccenti e sprezzanti verso chiunque non sia in linea con il conformismo della idealizzata "società multirazziale". E' la solita storia di una libertà di pensiero che ha vigenza soltanto se si pensa come i profeti di turno, le cui convinzioni ufficiali non corrispondono nemmeno a quelle espresse in famiglia o in privato. O, peggio, sono propagandate a fini utilitaristici e di sfruttamento. "Gli immigrati accettano lavori che gli italiani non vogliono più fare". Questa, la frase più comune che nasconde, in realtà, lo scopo di pagare un salario che il lavoratore italiano non è più disposto ad accettare passivamente.

Sintomatico è che la "comprensione" viene dalle zone più ricche: nelle zone popolari, il rigetto è immediato e radicale. Più il flusso migratorio, così ipocriticamente protetto, si incrementa più è grosso il rischio di un'esplosione xenofoba e di una guerra tra poveri che permetterebbe soltanto ai clan di potere di distrarre ogni controllo popolare dalla svendita della nostra nazione. E' inspiegabile la giustificazione puntuale verso ogni tipo di reato commesso dall'immigrato, mentre per il connazionale si richiede l'inflessibilità della legge. Tutto questo non favorisce alla lunga neanche l'immigrato, anzi lo rende inviso agli occhi del cittadino comune. Alcune misure tese a smascherare l'ipocrita teoria dei fautori del "meticciato globale", funzionale solo allo sfruttamento intensivo di manodopera extra-europea a basso costo possono essere:

A - Una legge che blocchi definitivamente l'immigrazione e selezioni quella ormai sul territorio, ammettendo soltanto quanti possono corrispondere una determinata attività, non soggetta alla speculazione del datore di lavoro e regolabile secondo la legge, sempre tutelando il lavoro del cittadino.

B - L'obbligo del pari trattamento economico e previdenziale tra immigrati regolari che risiedono in Italia e cittadini.

C - Rigorose sanzioni per i datori di lavoro che non provvedono a regolarizzare gli immigrati alle loro dipendenze.

D - Pene severe per chi gestisce e protegge "il mercato" dei flussi migratori clandestini.

E - Espulsione definitiva per chiunque commetta reati contro il patrimonio e contro l'incolumità dei cittadini.

F - Rigetto di ogni provvedimento che preveda per gli extracomunitari il godimento dell'elettorato attivo e passivo nelle elezioni amministrative o politiche. Si depreca e denuncia la demagogia di chi vuole sfruttare politicamente a proprio vantaggio la debolezza di persone, per loro natura, più ricattabili di altre.

G - Vanno denunciati, e quindi resi nulli, i cosiddetti "matrimoni di comodo" posti in essere al fine di ottenere la cittadinanza da parte del coniuge non cittadino. Va abrogata la normativa vigente che attribuisce la cittadinanza italiana al figlio nato in Italia da immigrati extracomunitari. Naturalmente dovranno essere adottati controlli anagrafici e fiscali per smascherare illeciti civili e penali, finalizzati a quanto sopra denunciato.

H - Il blocco dell'immigrazione non controllata e non programmata, il no allo sfruttamento attuato da datori di lavoro italiani nei confronti degli immigrati irregolari.

I - I lavoratori italiani debbono essere prioritariamente preferiti nelle assunzioni.

 

Per quanto riguarda i popoli del Terzo Mondo, è necessario che questi popoli debbano essere aiutati a ritrovare nelle loro tradizioni, nella loro cultura e nel loro territorio le occasioni di una rinascita senza tutela. L'Italia può destinare una parte del P.I.L. ad aiuti al Terzo Mondo. Ma senza alcuna clausola di falso umanitarismo fondando esclusivamente sulle buone reciproche relazioni bilaterali tra popoli non allineati al Nuovo Ordine economico imposto dagli atlantici. Occorre costituire una "Commissione europea di aiuti ai Paesi sottosviluppati" (ogni anno renderà pubblico il suo bilancio) che, avviata una nuova politica di autentica cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, privilegi, con il contributo di tecnici europei, la creazione di aziende e la promozione dell'occupazione in loco.

La Commissione avrà il compito di impedire la formazione, nei Paesi del Terzo Mondo, di aziende gestite da imprese o da multinazionali dedite allo sfruttamento intensivo delle materie prime e delle risorse intellettuali e materiali altrui. Un'attenzione massima deve essere anche data - nel senso della reciproca collaborazione - alle politiche di contenimento demografico che questi paesi vorranno adottare per conquistare indipendenza nazionale e benessere economico diffuso.

Di concerto dovrà essere attuata, in Italia e in Europa una politica che solleciti lo sviluppo demografico e riporti il tasso di crescita delle nazioni europee in una tendenza attiva e virtuosa.

E' necessaria una rigorosa regolamentazione dell'insediamento di nuove aziende oltre confine, fissando dei vincoli affinché le stesse sorgano in Europa, onde evitare lo sfruttamento della manodopera del Terzo Mondo.

 

La Redazione

 

 

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