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Nel Vicino Oriente, parallelamente all'aggravarsi della situazione, tra incursioni, assassini mirati, attentati e vendette, sta crescendo la polemica sugli aspetti etici e morali della politica aggressiva israeliana.
Il dibattito è stato aperto da un gruppo consistente di soldati riservisti ebrei, che ha detto di non voler più prestare servizio nei "territori" per non essere "gli aguzzini del popolo palestinese".
Mentre il capo di Stato Maggiore minaccia i riservisti che si rifiutano di andare nelle zone occupate, alcune organizzazioni pacifiste esprimono solidarietà ai militari.
E' il caso di "Yesh Gvul" ("C'è un limite"), movimento degli obiettori di coscienza della prima Intifada. Il loro è un appoggio costante ed incondizionato a tutte quelle "voci " che si oppongono alla politica violenta di Ariel Sharon.


Ecco di seguito un volantino che, in questi giorni, i membri di "Yesh Gvul" stanno distribuendo ai soldati israeliani e ai giovani in età di leva:
"Sul popolo palestinese, l'occupazione militare infligge oppressione, umiliazione, povertà, soffocamento; sul popolo israeliano l'occupazione espone all'erosione dei valori morali, al collasso dell'economia, alla sofferenza per le classi più indigenti.
Tutti e due i popoli stanno versando il loro sangue in una lotta senza obiettivi, alimentando il terrorismo, assassinando e uccidendo innocenti.
Perseverando nell' occupazione l'esercito israeliano conduce una guerra contro la popolazione civile indifesa, e commette sistematicamente atti illegali. I soldati sono spinti ad infrangere le leggi internazionali ed israeliane. I posti di blocco e i coprifuoco sulle città palestinesi spargono astio che istiga al prossimo attacco. " L'occupazione è violenta e genera terrorismo.
Le forze armate israeliane sono diventate l'esercito di difesa degli insediamenti nei territori occupati, invece di perseguire nei propri compiti, vale a dire la difesa dello stato. L'occupazione logora l'esercito e i suoi soldati e sottrae ingenti somme alla salute, all' educazione, allo stato e alle infrastrutture.  La fine dell'occupazione porterà una rinascita economica e sociale, permetterà una riduzione del servizio militare e alleggerirà l'onere dei doveri militari.


Soldati, donne e uomini, ricordatevi:
La demolizione di case, il fuoco sulla popolazione civile, le esecuzioni extra giudiziarie, il rifiuto di rifornimento di cibo o di soccorso e cure mediche, la negazione della libertà di movimento e la distruzione dei mezzi di sopravvivenza, tutti questi sono atti immorali e illegalità fragranti.
Rifiutatevi di partecipare in ogni modo a queste illegalità!!
Dall'inizio della seconda Intifada, centinaia di soldati si sono rifiutati di servire nei territori occupati. Tutti coloro che si rifiutano ci hanno trovato qui, ad offrire sostegno e assistenza.


Fine dell'occupazione! Fine dei massacri!
Ridurre il servizio militare!
Yesh Gvul"

Per gentile concessione del quotidiano "Rinascita".

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