E' detto NEOTENIA quel fenomeno naturale,riscontrabile segnatamente negli Anfibi Urodeli (con coda), per cui un individuo raggiunge la maturità sessuale senza divenire adulto a tutti gli altri effetti (negli Anfibi: perdita delle branchie e respirazione polmonare). Abbastanza noto (perchè gìà "cittadino" italiano) il Proteo (Proteus anguinus) delle carsiche grotte di Postumia, animaletto cieco che conserva i ciuffetti rossi di branchie per tutta la vita.
Ora, numerosi genetisti hanno rilevato come l'Uomo, confrontato con le grandi scimmie antropomorfe, presenti stranamente caratteri tipici fetali, come la scatola cranica molto grande rispetto al corpo e prevalente sulla faccia, assenza di prognatismo, scarsa pilificazione, colorito roseo, ecc..
Nel 1926, come leggiamo nella RIVISTA DI BIOLOGIA-BIOLOGY FORUM, in una nota a firma del Direttore Giuseppe Sermonti, fratello di chi scrive, lo scienziato olandese Louis Bolk, sulla base di tali osservazioni, arrivò a definire l'Uomo come "un feto di Primate divenuto sessualmente maturo". La definizione è alquanto riduttiva, ma non le si può negare un fondamento di verità, che ha indotto a riflettere molti insigni antropologhi e genetisti, soprattutto tra quelli che, come il Sermonti, sono guariti da
un pezzo dalla fissazione evoluzionista. L'osservazione, infatti, potrebbe invertirsi nel senso che le Antropomorfe (soprattutto Ponginae) presentano, rispetto all'Uomo, caratteri senili accentuati e precoci (proliferazione pilifera, aumenti di volume relativo della mascella, del naso (muso) e delle orecchie, andatura curva, pelle rugosa, ecc.) E' questo un dato che mal si concilia con la pretesa discendenza dell'Uomo per "evoluzione" da uno scimmione (la vecchiaia segue, non precede la gioventù), e fa coppia con l'altro, non meno incontestabile, del carattere archetipico, non specializzato,del corpo umano, il cui scheletro può essere preso a schema e paradigma equilibrato dello scheletro di qualsiasi altro vertebrato, che dal suo si differenzia solo per supersviluppo, o atrofia, o deformazione strumentale di questa o quella parte. Basti pensare alla struttura di base dell'arto pentadattilo, di cui l'armonica mano dell'Uomo è mirabile esempio, che moltiplica e appiattisce le falangi nella pinna del Cetaceo, le prolunga e assottiglia nell'ala del Pipistrello, le riduce e salda insieme rinforzate nella zampa dell'Ungulato oppure appiattite nell'ala dell'Uccello. E anche la mano delle Scimmie ha l'evidente aspetto di una mano umana, solo un pò deformata per la deambulazione arborea. Ma altro è il fatto che il citato articolo , tende specificamente ad evidenziare, e cioè il velocissimo accentuarsi, negli ultimi due secoli, della neotenia umana sopra accennata. In tale lasso di tempo, geologicamente insignificante, si sono verificati mutamenti quasi a vista d'occhio, sino ad assumere carattere patologico, nel senso di un ulteriore ritardo tra gli uomini nel raggiungimento dello stadio adulto e contemporanea accelerazione della maturità sessuale. Il menarca (inizio delle mestruazioni) si è anticipato, nelle bambine bianche, dai 17 anni (1850) ai 13 (2000), causa, questa, non ultima del precoce inizio, dei rapporti sessuali; mentre l'accrescimento corporeo (in Italia, nello stesso periodo, da 162 a 174 cm di media), anch'esso tipico dell'infanzia, varca ormai ampiamente il termine della maggiore età (la cui anticipazione legale appare, in tale situazione, in tutta la sua assurdità e demagogia).
Il fenomeno, per la sua rapidità e andamento costante,
non può certo spiegarsi con fattori come il casuale mutazionismo neo-darwinista, e si deve ricorrere casomai al campo epigenetico e soprattutto, a nostro modesto avviso,
all'influenza esercitata dopo la nascita dalle abitudini di vita, particolarmente alimentari e motorie, che hanno
avuto anch'esse, nello stesso periodo considerato,
mutamenti con ritmo esponenziale. Va tenuto conto che i dati statistici su
riportati sono stati rilevati tra popolazioni bianche
"civilizzate", mentre non risulta affatto che tendenze analoghe siano in atto tra i "selvaggi". Ma
accantoniamo per ora l'interessante problema, per la cui trattazione occorrerebbe
almeno un libro, e appuntiamo l'attenzione sulla realtà non biologica, ma
morale e pratica, e quindi politica, di quanto sopra accennato. Essa conferma
come tra eventi spirituali ed eventi materiali esista sempre uno
stretto parallelismo, tale da legittimare l' affermazione che si tratta solo di
aspetti diversi di uno stesso evento, dìversificati solo dal modo soggettivo
con cui ci si accosta ad essi: come chi osservi uno stesso oggetto dall'alto o
dal basso. Una conseguenza della stretta correlazione è che si possono
avere effetti materiali con una azione immateriale, e talora anche viceversa.
Senza addentrarsi tra le sabbie mobili di una qualsiasi magia, è di comune
conoscenza come con accorgimenti mentali sistematici si possano provocare
autentici effetti cerebrali, oggettivamente accertabili, e come, d'altro
canto, un volgarissimo trauma
cranico possa distruggere la personalità spirituale di un uomo.
Ebbene, lo studio e l'osservazione dell'Uomo moderno, nei suoi processi mentali,
nei suoi comportamenti e nei suoi gusti, ci offre una pletora di esempi di neotenia progressiva ben più abbondante e
significativa dei dati statistici
puramente fisici di cui dicevamo all'inizio. Lungi da noi la pretesa di
compierne una disamina, e anche una semplice elencazione completa, ci limitiamo ad indicarne alcuni dei più evidenti, allo scopo di convincere che l'approfondimento di quella tematica è uno degli
obblighi che si pongono in modo più
perentorio a chiunque voglia lavorare per la rinascita. I giochi -tipica attività infantile- non solo si sono moltiplicati e
complicati a dismisura ma occupano la quasi totalità del tempo libero di
adolescenti e subadulti fino al ventesimo anno ed oltre. La lettura di libri,
che nell' ottocento iniziava subito dopo la prima infanzia, con una vastissima
letteratura per ragazzi, anche di alto livello, è oggi del tutto assente, e
solo in minima parte sostituita da immagini parlanti o meno, come un secolo fà
accadeva per l'età prescolare. L' autosufficienza, traguardo che in tutte le
specie distingue il cucciolo o nidiaceo dall'adulto, si sposta sempre più dai
venti verso i trent'anni e, sinchè restano "in casa" autentici omaccioni barbuti
sono del tutto passivi e dipendono interamente dalle loro mamme, come pulcini. E
parliamo di autosufficienza economica, perchè quella mentale e morale, con
relativo senso di responsabilità, in una rilevantissima parte del popolo non
sopraggiunge mai, come la respirazione polmonare del Proteo. Le cose da cui
l'uomo civilizzato è e rimane del tutto dipendente si sono, nell 'ultimo secolo e
mezzo, almeno centuplicate, al punto che possiamo dire che, se è vero che,
anagraficamente parlando, la nostra è una società di vecchi, è anche vero che,
come maturità e "tempra" è una società di bambini, frignanti all'aria la loro
"bua" in attesa che "qualcuno" provveda. Si parla di iato generazionale, di inconprensione tra
adolescenti ed adulti, ma sono chiacchiere da salotto. Dove stanno gli adulti?
L'incomprensione di una generazione per quella che la segue deriva semplicemente
dal fatto che la prima conserva del tutto l'egoismo, la testardaggine e la
pewsunzione un tempo tipica della prima adolescenza, e quindi non è in grado di
comprendere chicchessia, a cominciare da se stessa. Quanto alla comprensione in senso inverso, cioè dei giovani
verso gli anziani, essa non è mai esistita nè può pretendersi. Era però, in antico,
validamente sostituita dal rispetto. Ma il rispetto non si può imporre: bisogna
incuterlo. E che volete mai che incuta il nostro teleutente, motodipendente e
sessuodipendente cinquantenne ? Neotenia psichica, morale e finanche spirituale, dicevamo. E se non abbiamo i
mezzi e le conoscenze necessari per individuare con sicurezza i meccanismi di
quella fisica del tempo moderno, segnalata dalla Rivista di Biologia, non ci
sembra lecito dubitare che quella immateriale, ma ancor più evidente, sia
strettamente legata alla degenerazione profonda della società umana con
l'affermarsi del regime di vita "moderno". Non solo, infatti,la concomitanza
cronologica è lampante, ma è facile osservare come un tipo d'uomo cronicamente
infantile sia strettamente indispensabile per la perpetuazione e il
definitivo consolidamento del tipo di POTERE oggi imperante. Esso ha quindi vivo
interesse all'allevamento di una umanità così immatura da credere davvero di
avere in tal modo trovato la libertà, e perfino di essere, lei, titolare del
potere! Di essere entusiasta degli stupidi giocattoli che le si concedono per
tenerla buona, come appunto si fa coi bimbetti. Vi è quindi - e basta guardarsi
intorno per costatarlo - tutta una intensissima attività, massiva ed articolata,
affinchè la neotenizzazione si acceleri. Una struttura sociale diversa e di opposto indirizzo;
istituzioni che esaltino la responsabilità, l'autocontrollo e il senso del
dovere, una educazione che distingua le esigenze vere da quelle indotte, sono
dunque le uniche condizioni che possono determinare l'inversione di tendenza. Amici, diamoci sotto! Rutilio Sermonti
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